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- Vatolla
- Pubblicato 2 anni fa
Palazzo de Vargas-Machucha
Il palazzo sorge sul luogo dove, probabilmente già in età longobarda, fu eretto un castello, sede del rappresentante dell’abazia di S. Mango (cui Vatolla fu assegnata nel 994), e poi dei Sanseverino, baroni del Cilento dal 1110. Del castello originario restano il perimetro approssimativamente rettangolare e le alte strutture cilindriche circolari angolari, una volta torri. Pervenuto il feudo ed il castello ai Griso nel 1487, probabilmente subì le prime modifiche necessarie a trasformarlo in una abitazione signorile. Ma solo alla fine del ‘500, gli stessi Griso, rientrati in possesso del feudo dopo un ritorno dei Sanseverino, costruirono il corpo di fabbrica detto “Palazzo nuovo”. Nel 1660, il palazzo ed il feudo furono acquistati dai Rocca, famiglia presso la quale fu precettore Gian Battista Vico, che soggiornò nel palazzo per nove anni dal 1686 al 1695. E da quell’epoca le strutture, il portale, la corte e parte degli arredi interni sono rimasti invariati, nonostante il passaggio alla famiglia Vargas – Machuca (di cui il palazzo oggi porta il nome). Il castello ospita una biblioteca di testi storici e critici che riguardano il grande filosofo, nonché importanti opere di storia locale.
Museo Vichiano
Il castello di Vatolla è anche sede del Museo dedicato a Gianbattista Vico che qui, in questo “castello del Cilento di bellissimo sito e di perfettissima aria”, vi soggiornò per nove anni dal 1686 al 1695, svolgendo il compito di precettore dei figli del marchese Rocca tra i quali vi era Giulia, di quattordici anni, che fin dal primo momento suscitò in Vico un non corrisposto sentimento d’amore. Il restauro dell’area di rappresentanza del Palazzo, acquisita dalla Fondazione Vico, è avvenuto nel 1994, sulla spinta della necessità culturale espressa in forma di appello da Elena Croce, figlia del grande filosofo napoletano, e dall’Avv. Gerardo Marotta presidente dell’Istituto per gli Studi Filosofici di Napoli. Il loro accorato richiamo fu raccolto dal Prof. Vincenzo Pepe, oggi presidente della Fondazione Giambattista Vico, supportato dalla Provincia nella figura del Presidente Alfonso Andria, che iniziò il difficile restauro completato poi dal Parco Nazionale Cilento Vallo di Diano. La validità del restauro realizzato è stata confortata da numerose testimonianze autorevoli, tra cui quella più gratificante del Prof. La Valva. Oggi il cuore del complesso museale è una sala per convegni che ospita oltre ad incontri, seminari e conferenze di grande spessore culturale e richiamo, anche il prestigioso premio Gian Battista Vico. Il Museo Vichiano ospita anche la corposa Biblioteca del Parco Nazionale Cilento Vallo di Diano che conta oltre ventimila volumi specialistici dedicati alla cultura ambientale, alla filosofia e alla storia sociale.
Centro Abitato
Il centro abitato di Vatolla conserva intatte le caratteristiche tipiche dei borghi medievali, con i suoi vicoli tortuosi e le stradine che attraversano il borgo, regalando un’esperienza unica e suggestiva ai visitatori.
Il Mulino Il Mulino ad acqua di Vatolla, struttura acquistata dalla Fondazione Giambattista Vico nel 1999, è stato edificato su una costruzione già esistente, risalente al Medioevo. I Rosani, proprietari del Mulino nel 1700, l’avevano in censo dalla corte ducale di Laureana. La Fondazione G.B. Vico, sensibile alla valorizzazione del patrimonio storico culturale del Cilento, insieme alla comunità montana Alento Montestella e al Comune di Perdifumo, si è posta l’obiettivo del recupero di uno dei mulini presenti nel territorio di Perdifumo e in particolare del mulino sito in località Maranto della frazione Vatolla, proponendo la realizzazione di un Ecomuseo con il ripristino del ciclo produttivo e della meccanica originaria. Il Mulino è stato recuperato grazie al PSR Campania 2007-2013 Misura 323 di cui è stata beneficiaria la Fondazione Centro Studi Giambattista Vico ONLUS.