Il Museo di Gioi
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- Gioi
- Pubblicato 2 anni fa
Il MIG-MAMEI nasce in un periodo storico in cui il turismo di massa ha modificato
significativamente il patrimonio delle città storiche, dei borghi antichi e dei paesaggi. Tali
cambiamenti dovuti alla turistificazione, pur essendo a volte necessari per far rivivere dei luoghi, se
non controllati e regolamentati con giusti strumenti di pianificazione ai quali si delega il
governo del territorio, nonché quelle figure specializzate per la sua tutela e conoscenza, non
permettono una loro vera significativa crescita. Per tali motivi il Museo di Gioi vuole porsi come un
istituto culturale la cui missione si delinei in un percorso di ricerca sul patrimonio locale così da
rafforzarne la memoria, ricorrendo ad un processo continuo di approfondimento e valorizzazione. Per
perseguire questo obiettivo, necessaria risulta essere la partecipazione della cittadinanza,
oltre una raccolta sistematica della documentazione prodotta dal lavoro di ricerca, che viene di
volta in volta digitalizzato e conservato in modo tale da non dimenticare la vocazione originaria del
Museo di Gioi, che nasce prima di tutto come un museo virtuale. Partendo dalla sua mission il museo si
viene a configurare, così, in un organismo capace di racchiudere in sé più anime. La struttura del MIGMAMEI può assumere, in tal modo, quella dell’organigramma riportato nella Tav. VI.
L’archivio e il deposito hanno un ruolo centrale, in quanto permettono di costruire una scala di
valori culturali tale da fornire un supporto al centro di ricerca. Per quest’ultimo la contaminazione
risulta il principio fondante per puntare a una rielaborazione della documentazione opportunamente
catalogata o esposta nel museo. In tal modo, i documenti raccolti e identificati come beni patrimoniali
possono essere riletti in una chiave contemporanea, ispirando e stimolando la parte della cittadinanza
coinvolta nel processo, quali artisti o artigiani, a produrre ulteriore patrimonio. Tale meccanismo
viene alimentato mediante alcuni progetti promossi dal Museo di Gioi. Il MIG-MAMEI sostiene nello
specifico soprattutto la contaminazione tra Arte e Tecnica, partendo dalla tradizione artigiana, che nei
secoli ha potuto stratificarsi nella maglia urbana del borgo antico. Si definisce così un’estensione del
museo anche all’esterno di quello che ora risulta essere il suo contenitore, il Convento di San
Francesco, in modo che la sua vocazione interattiva si ramifichi nel centro storico del paese venendosi
a delineare come un Museo diffuso dell’Arte e della Tecnica – MAT.