La Collegiata di San Giovanni Battista
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- San Martino Valle Caudina
- Pubblicato 1 anno fa
Questa Chiesa, come la maggior parte degli edifici di culto della Valle Caudina, vanta origini molto remote ma non determinabili con esattezza. La collocazione del complesso religioso in prossimità del Castello, fornisce un indizio rilevante. È molto probabile, infatti, che la Chiesa e il fortilizio difensivo non siano particolarmente distanti nel tempo. Le prime notizie concernenti la chiesa risalgono al periodo del Vice regno Spagnolo. Una delle quattro campane che erano sospese in cima al campanile recava la data del 1521, un’altra, tenuta a battesimo da Vittoria Loffredo, Duchessa di San Martino, risaliva al 1565. Le attuali campane sono state fuse nel 1921.
La tradizione storica di San Martino Valle Caudina, per quanto riguarda il Medioevo, è legata al culto dei Santi Palerio ed Equizio. Il primo, secondo la tradizione, era vescovo di Telese, città dalla quale fu costretto all’esodo in seguito ad una incursione saracena verso la fine del secolo IX d.C. Il Diacono Equizio seguì il Vescovo nella fuga. Ai due santi fu dedicata anche una Chiesa edificata nel periodo Normanno, poi andata distrutta.
L’assetto attuale della Chiesa nelle sue linee essenziali risale al periodo del Cardinale Orsini, Arcivescovo di Benevento, dalla fine del XVII secolo alla prima metà del XVIII secolo. Il Cardinale Orsini, poi Papa Benedetto XIII fu definito il “Papa archivista”. A lui si devono, infatti, i preziosi archivi delle nostre parrocchie. L’importanza della Chiesa parrocchiale di S. Giovanni Battista è cresciuta nel corso del nel tempo. Infatti, da una limitata giurisdizione, concernente solo una parte del vecchio borgo, a seguito della Bolla del 22 novembre 1736 dell’Arcivescovo di Benevento, Cardinale Serafino Cenci, la Chiesa fu elevata a “Collegiata”. Oggi la Chiesa è costituita da un’unica navata centrale con piccole cappelle laterali. Sulla sinistra troviamo l’accesso al campanile a
pianta quadrata e il pregevole fonte battesimale. Molto bello e ben conservato il confessionale del ‘700. Attiguo alla Chiesa è il complesso formato dalla canonica e dalla Cappella della Confraternita del S. S. Rosario.
La lapide della consacrazione della Chiesa di San Giovanni Battista, murata nella destra dell’abside, del 12 agosto 1694, reca un’iscrizione latina in cui veniva concessa a tutti i fedeli un’indulgenza di cento giorni. Dietro l’altare è collocata un’altra lapide che sigilla il loculo contenente le reliquie dei Santi Palerio ed Equizio, ritrovate per caso ne XVIII secolo durante dei lavori di scavo.
Nell’archivio della Chiesa, oltre ai registri dei Battesimi che si susseguono dal 1576 al 1686 e poi per tutto il periodo Orsiniano, si trovano i preziosi stati delle anime per gli anni che vanno dalla fine del ‘600 alla fine del ‘700.