Giardini del Castello Pignatelli
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Descrizione
- Dove Andare
- San Martino Valle Caudina
- Pubblicato 1 anno fa
La storia del castello di San Martino Valle Caudina si intreccia profondamente con quella della famiglia Pignatelli della Leonessa, feudatari del territorio fin dal 1292. In quell’anno, Carlo d’Angiò concesse il feudo di San Martino ai De la Lagonière, una famiglia francese al suo seguito. Successivamente, i De la Lagonière mutarono il loro cognome in Della Lagonessa e, infine, in Della Leonessa. Nel 1343 acquistarono il castello, di origine longobarda, e per oltre cinque secoli lo trasformarono nella loro residenza principale.
Nel corso del tempo, il castello subì numerosi interventi di ristrutturazione, passando da fortezza militare a residenza nobiliare. Tuttavia, alla fine del XVIII secolo fu abbandonato, e la famiglia si trasferì nel palazzo ducale situato nel centro dell’abitato. Una descrizione dettagliata del castello compare in un inventario del 1783, in cui si menziona anche la presenza di un giardino. All’inizio del Novecento, i piani superiori della torre e l’ala sud furono demoliti. Dopo la Seconda guerra mondiale, la famiglia Pignatelli avviò un importante restauro dell’intero complesso, con particolare attenzione alla riprogettazione del giardino, a cura della duchessa Melina.
Il giardino, situato su un terrazzamento alle spalle del castello, offre un’esperienza suggestiva grazie a tre elementi distintivi: la vista panoramica sulla Valle Caudina, la qualità architettonica del suo impianto e la ricchezza del patrimonio botanico. La sua struttura è organizzata in tre grandi viali longitudinali e due trasversali, configurandosi come un ampio belvedere che regala prospettive sempre diverse sul paesaggio circostante. A definire ulteriormente l’esperienza visiva concorrono le mura merlate che delimitano il giardino su tre lati, le torrette di guardia con aree di sosta e il prospetto del castello sul quarto lato.
Un ruolo chiave nella definizione delle prospettive interne ed esterne del giardino è giocato dalla varietà botanica, che armonizza tre diverse tipologie di giardino: il giardino dei fiori, il giardino frutteto e il giardino ornamentale. Questa fusione si manifesta già nelle aree antistanti l’ingresso al castello, dove le mura perimetrali e i pendii sono ricoperti di edera comune (Hedera helix) e glicine (Wisteria sinensis), mentre nelle aiuole si trovano fioriture di iris (Iris germanica) e rose a cespuglio (Rosa sp.). Tra le specie arboree presenti spiccano cipresso comune (Cupressus sempervirens), ulivo (Olea europaea) ed esemplari di yucca (Yucca sp.).
Nel cortile, piccole aiuole ospitano bergenia (Bergenia cordifolia) e palma nana (Trachycarpus fortunei), mentre in vasi di terracotta si trovano cicas (Cycas revoluta) e azalee (Rhododendron sp.). Il giardino prosegue con viali bordati da bosso comune (Buxus sempervirens), accompagnati da alberi e cespugli di ulivo (Olea europaea), noce (Juglans regia), vite (Vitis vinifera), albicocco (Prunus armeniaca), ortensia (Hydrangea hortensis), bergenia (Bergenia cordifolia) e fresia (Freesia hybrida). Le alberature di maggior rilievo comprendono pino domestico (Pinus pinea), abete rosso (Abies picea) e tasso comune (Taxus baccata), mentre i prati, curati e rasati, creano un morbido tappeto verde.
Una leggenda locale racconta che, quando il castello fu costruito sullo sperone roccioso sovrastante San Martino, le donne del paese decisero di creare un giardino per la castellana. Per giorni, trasportarono sulla testa cesti colmi di terra fertile per coprire la pietraia sterile alle spalle del castello. L’attuale giardino sembra rendere omaggio a quel faticoso lavoro collettivo, riuscendo a evocare un’esperienza estetica profonda e variegata.
La chiarezza dello schema compositivo rimanda alla tradizione del giardino italiano, mentre alcuni elementi, come l’area antistante l’ingresso e il piccolo giardino roccioso interno, evocano l’estetica del giardino romantico inglese. Altri dettagli, come i pergolati e gli alberi da frutto, richiamano invece la tradizione del giardino mediterraneo, rendendo l’intero complesso un perfetto esempio di equilibrio tra natura, storia e architettura.