Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino
Servizi
Descrizione
- Dove Andare
- San Martino Valle Caudina
- Pubblicato 1 anno fa
Il museo è ubicato all’interno del Castello normanno di Montesarchio a circa 5 km da San Martino. E’ dedicato alla storia della Valle Caudina e alle testimonianze archeologiche dei suoi centri più importanti. Sono esposti alcuni corredi delle necropoli caudine, databili tra la metà dell’VIII e il III secolo a.C., che testimoniano la ricchezza e la complessità della storia della valle interessata da intensi scambi commerciali con le città greche della costa e il mondo etrusco-campano. Di particolare interesse sono i numerosi vasi figurati di produzione attica e italiota – soprattutto crateri – rinvenuti in tombe risalenti al V-IV secolo a.C. Il pezzo più pregiato della collezione del Museo è senza dubbio il “Cratere di Assteas”. È unanimemente considerato uno dei vasi più belli del mondo, un capolavoro assoluto realizzato nel IV° secolo a.C. da Assteas, rinomato vasaio di Paestum. Fu trafugato negli anni ’70 da una tomba della vecchia città di Saticula (oggi Sant’Agata dei Goti). Il cratere, raffigurante il ratto d’Europa, è mediamente più grande dei vasi della sua epoca essendo alto ben 71 cm con un diametro di 60 cm, poggiando su un alto piede a tromba rovesciata. Sul lato principale nello spazio centrale è raffigurata come una fanciulla adagiata su un toro bianco, sotto le cui sembianze si era trasfigurato Zeus. La storia del suo ritrovamento e il successivo intrigo internazionale per riportarlo in Italia è affascinante almeno quanto il suo inestimabile valore.
Nel 1974 venne trafugato durante uno scavo a Sant’Agata de’ Goti. Il prezioso vaso apparteneva a una sepoltura patrizia nella quale era stato deposto come corredo funebre, rimanendo interrato per secoli. Un operaio lo ritrovò accidentalmente, durante i lavori di scavo di una rete fognaria, ne documentò il rinvenimento scattando foto con una Polaroid da tenere per ricordo. Inizialmente era stato destinato a regalo per il corredo da sposa della figlia. Successivamente su insistenza di due mercanti locali di arte antica lo vendette in cambio un milione di lire e un maialino. Il vaso, seguendo un copione ricorrente nel traffico illecito di reperti trafugati in Italia, finì in un deposito in Svizzera in attesa di trovare un acquirente. Tra la data del trafugamento (1974) e il suo rientro in Italia (2005) sono trascorsi 31 anni, ma il velo sui misteri della sua sparizione fu casualmente squarciato nel 1994 in un intreccio di vicende apparentemente senza alcuna connessione tra loro. Grazie ad una complessa indagine dei carabinieri del gruppo Tutela del Patrimonio Culturale di Roma e in particolare del luogotenente Roberto Lai, fu recuperato al Getty Museum di Malibu (Los Angeles), che lo aveva acquistato nel 1981 da un trafficante svizzero al prezzo di 380.000€. Dal suo rientro nel Belpaese, il vaso di Assteas è diventata una vera e propria star. E’ stato esposto all’Expo di Milano, al Palazzo del Quirinale, alla sede UNESCO di Parigi e recentemente all’Expo di Dubai. La sua incredibile storia è stata ripercorsa anche in un fortunato fumetto curato da Roberto Lai e Filippo Tomassi. Assolutamente da non perdere!