Giffoni Sei Casali – Sieti
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- Giffoni Sei Casali
- Pubblicato 2 anni fa
SIETI
Sieti è il casale più alto del Comune di Giffoni Sei Casali, a circa 400 m.slm, situato all’interno del Parco dei Monti Picentini. La fondazione di Sieti e degli altri paesi più alti della Valle risalgono al periodo delle invasioni barbariche, quando gli abitanti del posto furono costretti ad addentrarsi nelle zone più remote per sfuggire ai saccheggi. Il nome pare derivi dalla parola SEGETI, che starebbe proprio a significare un luogo segreto, riparato, oppure da Segetum, che significa coltivazione a terrazza; la prima notizia scritta su questo casale è contenuta nel Codex Diplomaticus Cavensis e risale al 1058, anno XVII di Gisulfo e riguardava alcune proprietà terriere che la Chiesa di Santa Sofia di Salerno aveva in Sieti. L’atto fu rogato proprio a Sieti da un notaio.Già dal XV secolo esisteva in Capo Sieti una confraternita di “Disciplinanti” detti anche “fustigantes o battenti”, sotto il titolo di S. Angelo eretto nella chiesa di SS. Salvatore; siccome a questa confraternita potevano appartenere solo i nobili, numerose erano le famiglie di altro rango, tra le quali vanno segnalati i De Pastina, i De Robertis, i Laurerio, i De Granita, i Pennasilico, i Nobile, i Fortunato, ecc.
Per secoli fu fiorente polo tessile specializzato nella lavorazione della lana e della seta, con Prepezzano, altro casale, situato a fondo valle. Grazie a tale fiorente attività, le famiglie più abbienti eressero a propria dimora edifici pregevoli, poi ristrutturati nel periodo di maggior splendore che va dal 1550 al 1700.
Il Casale di Sieti, la cui frazione di Sieti Alto conserva totalmente l’atmosfera originaria del borgo medievale. Conosciuto come Sieti Paese Albergo, il paese ha vocazione turistica nel campo enogastronomico, agrituristico e naturalistico. Numerose le chiese da visitare, come la Chiesa del SS. Salvatore, del IX secolo e la Parrocchia di S. Maria delle Grazie di Piedisieti, fondata nel giugno del 1679. A Piazza Convento, sorge la Chiesa della Madonna del Paradiso, di forma quadrata datata 1170. Qui si conserva un dipinto della Madonna dal quale, nel 1480, sarebbe avvenuta una miracolosa lacrimazione asciugata con un fazzoletto di lino da Martino Giannattasio, notaio del luogo. La chiesa è dominata dalla mole del Convento dei Frati Serviti, fondato nei primi decenni del ‘400 e centro di cultura religiosa fra i più importanti del meridione. Fondato tra il 1422 ed il 1431 e, sino al secondo dopoguerra, sede ospedaliera.
Passeggiando tra le vie del paese è possibile notare alcune edicole votive, tra le più importanti: a Sieti Basso in Via Giacomi si trova un’edicola votiva del 1828, dedicata a Maria Addolorata; fu commissionata da Zenobia Giannattasio, levatrice dell’epoca. La maiolica, anche se piccola, e’ dedicata alla Madonna Addolorata, carisma che i frati Servi di Maria, presenti nel convento ora comunemente chiamato “ospedale Abate Conforti” fino al 1809, contiene tutti i simboli della passione di Nostro Signore, le case della Santa Gerusalemme, i chiodi, la Sacra Sindone, i dadi, il monte Calvario con le tre croci, ecc…
Meritano una visita anche i palazzi, appartenenti a famiglie illustri del luogo, i cui discendenti ancora vi risiedono: su di una vecchia struttura medievale sorge Palazzo Fortunato che, nel 1500, fu ampliato, ricavandone una cappella dedicata a San Gennaro, nella quale si conservano importanti affreschi realizzati dal Russo. Il Palazzo Pennasilico risale al 1300 ed è stato spesso sottoposto ad interventi di ricostruzione: al suo interno vi è una camera nella quale si possono ammirare due alcove con affreschi sulle volte e sulle pareti laterali. Ma l’edificio più antico del paese si ritiene essere Palazzo Cingolo, al cui interno sono interessanti gli affreschi dipinti sulle pareti della camera da letto raffiguranti San Salvatore, Sant’Anna, San Giuseppe e l’Immacolata Concezione. Vi è anche una Corte interna nella quale è visibile un antico trappeto. Palazzo De Robertis, Risalente al XIV secolo e successivamente ampliato, si distingue per le particolarissime torri circolari che lo delimitano e per i resti di un antichissimo impianto termale presente nelle sue cantine.
Di particolare interesse sono anche le sculture che si trovano in varie zone del Comune, realizzate grazie al progetto MAAG (museo arte ambientale di Giffoni Sei Casali). È un programma di idee e di prospettive che ha mirato e mira ad attivare il confronto fra progetto funzionale e creativo, nello specifico, il recupero dei centri storici e la scultura contemporanea, nato da una proposta del prof. Massimo Bignardi,docente di Arte Ambientale e Architettura del Paesaggio presso l’Università di Siena e dell’architetto prof. Giuseppe Di Muro. E’una realtà oramai consolidatasi sulla scena regionale e nazionale,il programma è stato avviato nel 2003 con l’installazione di sculture in acciaio eseguite da diversi artisti,tra cui l’Albero dei Picentini, nel casale di Malche che apre sullo scenario dei Monti Picentini, il Guerriero nella rotatoria a Malche, e tante altre opere posizionate in vari luoghi del Comune.