Museo della Gente Senza Storia
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Descrizione
- Dove Andare
- Altavilla Irpina
- Pubblicato 1 anno fa
Il Museo della gente senza storia o MuGesS nato alla fine degli anni ’90 è un piccolo gioiellino che racconta, prevalentemente attraverso l’arte tessile, la storia della Valle del sabato dai tempi preistorici fino all’era moderna.
Il museo si compone di 4 sale custodi di reperti archeologici, abiti popolari ottocenteschi, storia del periodo medioevale, abiti liturgici del clero di Altavilla risalenti al periodo tra il sedicesimo e il diciottesimo secolo. Il suo particolarissimo nome deriva dal fatto che la maggior parte dei tesori conservati al suo interno appartenessero a gente comune, dunque senza storia, recuperati all’interno della Cripta della Collegiata di San Pellegrino. Tra gli abiti esposti troviamo quello di Giovanni Criscitelli, soldato di Gioacchino Murat e morto nella battaglia di Tolentino del 1815. Ad esso affiancato troviamo abiti da lavoro di contadini, artigiani, allevatori ma anche vestiti per bambini di diverse fasce d’età. Tutti i capi tessili sono stati restaurati attraverso un approfondito lavoro di recupero svolto nell’annesso laboratorio degli antichi tessuti del Museo. Il MuGesS rappresenta un unicum sia in ambito regionale che in tutto il Sud Italia, un’eccellenza riconosciuta e supportata sin dagli albori dalla Regione Campania.
CURIOSITA’
Tra i vari reperti archeologici e tessili è conservata nelle sale del museo anche una lettera originale scritta da Giuseppe. Nella lettera il generale patriota ringraziava per la copiosa quantità di zolfo che gli era stata donata per la sua Vigna di Caprera in cui si era stabilizzato dopo il ritiro dalle armi.
Si presume che tale donazione gli fu inviata da Federico Capone, imprenditore e politico nato ad Altavilla nel 1849 che partecipò alla Colonna Insurrezionale Irpina e partecipò al completamento dell’unità d’Italia al fianco del generale Garibaldi.
IL LABORATORIO MUSEALE DI RESTAURO DEL TESSUTO
Già presente alla fine degli anni novanta, il laboratorio ha rappresentato sin dagli albori degli scavi Altavillesi un elemento fondamentale per il recupero del materiale tessile che veniva rinvenuto al di sotto della Collegiata dell’Assunta. I costumi rinvenuti furono circa 80 insieme ad oltre diecimila frammenti tessili. La straordinarietà di tale ritrovamento spinse l’Amministrazione comunale e la direzione museale a creare uno spazio apposito per il recupero e la conservazione di tale patrimonio. Dopo un periodo di difficoltà il laboratorio è stato inaugurato nuovamente nel 2019. Al suo interno, oltre all’attività quotidiana di recupero e restauro dei tessuti, si svolgono laboratori dedicati, corsi di specializzazione e seminari.