Accedi

QR Code

Quotation

appointment Validation

Lascia la Tua Recensione

Condividi Questa Pagina

Geolocalizzazione in corso...

Indicazioni

Castello Pignatelli della Leonessa

Indirizzo
V. Murillo, 1, 83018 San Martino Valle Caudina AV
Descrizione

In epoca romana la Valle Caudina rappresentava un passaggio obbligato per coloro che dovevano recarsi a Beneventum dalla zona partenopea e da Capua. Era attraversata dalla via Appia che collegava Roma con Brindisi e fu proprio durante il periodo romano che nacquero i primi centri urbani della Valle. Nel Medioevo, con le incursioni dei Longobardi, questi insediamenti assunsero un carattere prettamente difensivo. Assecondando la morfologia del territorio, sorsero così i castelli intorno ai quali si svilupparono i borghi dando origine agli attuali centri urbani della Valle. Il Castello Pignatelli della Leonessa di San Martino Valle Caudina, è una delle più pregiate testimonianze medievali dell’intero comprensorio. Visitarlo significa accedere in una vera e propria macchina del tempo, grazie, infatti, alle stratificazioni architettoniche che dal periodo longobardo giungono fino all’epoca moderna. Sorge sulla punta più alta del centro storico a circa 400 mt di altitudine,in una posizione di grande valore strategico, in quanto dal lato orientale il colle è ripido e strapiombante, mentre dai lati sud e ovest è di difficile ascesa per la presenza del torrente Caudino. Nato come una fortezza con le caratteristiche mura merlate, deve il suo nome alla famiglia “de La Lagonière”, arrivata in Italia al seguito di Carlo d’Angiò. Il suo cognome si trasformò prima in   “Lagonessa”,  per poi arrivare alla versione definitiva diventando l’attuale “Leonessa”. Oggi è ancora proprietà del Duca Giovanni Pignatelli della Leonessa. Un caso abbastanza raro che nel corso dei secoli la proprietà sia rimasta in capo alla stessa famiglia. Ristrutturato più volte durante il periodo di dominazione normanno – svevo, il castello conserva ancora oggi l’originaria fisionomia di fortezza medievale. Nell’800 fu abbandonato e nel 1908 ci fu l’abbattimento del “Mastio”. È stato restaurato e reso di nuovo abitabile dalla Duchessa Melina Pignatelli della Leonessa. Una volta entrati dalla seconda porta, sulla destra vi è l’entrata della cappella gentilizia. A pochi metri dalla cappella un breve androne con una tipica scala a gradoni in pietra per consentire l’ingresso ai cavalli. Il cortile centrale è a pianta quadrilatera, dominato da un’ampia scala a doppia rampa, da cui si raggiungono le stanze del piano superiore. Il castello presenta diversi elementi di distintivi. Si segnala la seconda porta, a ballatoio coperto per il lancio di pietre e dardi, e la terza porta con la saracinesca, dove si gettava l’olio bollente quale ultima difesa. All’interno del castello sono ancora visibili: la cisterna per la raccolta dell’acqua piovana, le prigioni, le garitte e l’oratorio interno. Al piano superiore troviamo il salone più grande del castello con pavimentazione lignea e con soffitto a volte ogivali a crociera. La grande sala è ricca di decorazioni e affreschi parietali dei secoli XVII – XVIII raffiguranti scene relative ad episodi storici rilevanti per la casata della Leonessa. Sulla porta orientale sono rappresentati Carlo III di Durazzo ed il Capitano Carlo della Leonessa; sulla parete Ovest re Carlo D’Angiò e Guglielmo della Marra e sulla parete Nord il maresciallo del Regno Giovanni della Leonessa. Le volte sono invece decorate da affreschi con fregi, armi dell’epoca, stendardi e motivi fitoformi. Detto salone comunica con un interessante sala cassettonata, attualmente sala da pranzo, la cui copertura rivela negli angoli l’antica struttura muraria a crociera. Tra le opere d’arte presenti si segnala un quadro molto pregiato della scuola napoletana di pittura. Il fascino del castello si arricchisce anche di un giardino pensile delimitato da una solida cinta fortificata. Al suo interno sono presenti pregiate piante ornamentali, fioriere e alberi da frutto e si può godere di uno stupendo panorama. Una leggenda (Guida ai Misteri e Segreti di Napoli e della Campania, 1972) vuole che, costruito il castello, le donne del paese, per rendere devoto omaggio alla loro castellana, pensarono di donarle un giardino, trasformando lo spiazzo antistante il maniero, allora coperto di pietre e calcinacci. Per giorni e giorni si vide una lunga teoria di donne salire l’erta rampa che mena al castello, ciascuna portando in bilico sulla testa un grosso cesto traboccante di terra: la pietraia fu così trasformata in un prato verdeggiante e fiorito.

Recensioni e Commenti

Cosa dicono di questo punto d'interesse?

0%

Ancora Nessuna Recensione


Questa attività aspetta delle recensioni.
Perché non condividi la tua esperienza?