Territorio ed Archeologia
Info e Contatti
Servizi
Descrizione
- Lasciati Ispirare
- Acerno
- Pubblicato 2 anni fa
Il territorio del comune di Acerno,in provincia di Salerno (regione Campania) ha una superficie di 42 km² tutti concentrati in zona montuosa a circa 727 m di altitudine s.l.m. (centro abitato), variando da un minimo di 400 a un massimo 1.790 m s.l.m. Il comune è posizionato al centro dei monti Picentini, nell’alta valle del fiume Tusciano, e dista circa 44 km da Salerno e 25 km da Giffoni Valle Piana. E’ raggiungibile percorrendo la S.P. 164 che attraversa il centro cittadino collegando il Paese con Montecorvino Rovella (SA) e Montella (AV).
Nato come borgo fortificato, fin dal 1811 ha fatto parte del circondario di Montecorvino, prima nel Regno delle due Sicilie, poi nel Regno D’Italia, fino al 1927.
Il significato del nome “Acerno” è incerto. Secondo alcuni studiosi l’etimologia è riferibile al verbo latino, riferendosi alla particolare posizione geografica del luogo particolarmente “nascosta”. Secondo altri invece, il nome potrebbe derivare dal Latino “acero”, in riferimento alla grande abbondanza di questi alberi nella zona, unitamente a castagni, faggi, carpini e noccioli. Lungo gli itinerari della zona non è difficile scorgere splendidi panorami e i ruderi di un’antica cartiera del XVII secolo, che testimoniano il passato pre-industriale di Acerno. Molto interessanti i siti di archeologia industriale geo-mineraria, a testimonianza che nel ‘700 vi erano industrie quali ferriere e cartiere. Significativi anche i diversi ruderi di mulini lungo il fiume Tusciano.
Essendo stata sede vescovile (ora arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno) il paese è ricco di chiese e luoghi di culto nei quali sono presenti interessanti intonaci e affreschi ben conservati nel tempo, seppur un ricco patrimonio è stato distrutto/deturpato dal terribile terremoto del 1980.
Il territorio comunale,prevalentemente caratterizzato da zone di montagna, presenta un unico insediamento urbano, con due frazioni principali: “Piano del Gaudo”, e località “Le Croci” nelle quali però insistono poche costruzioni per lo più isolate.
Il centro storico è caratterizzato da costruzioni omogenee risalenti ai primi anni ‘50, che presentano uniformità costruttiva tipiche del periodo con diversi richiami all’architettura dell’epoca come portoni, archi, finestre, stemmi, ecc., che impreziosiscono le vie del comune, testimonianze storiche delle famiglie nobiliari e personaggi di lustro vissuti nel territorio o che hanno arricchito il patrimonio storico-artistico-culturale del paese. Molte costruzioni sono state, purtroppo, distrutte dal terremoto del 1980.
Si riportano di seguito i principali luoghi di interesse religiosi:
Ex Convento e Chiesa di Sant’Antonio: La chiesa di S. Antonio da Padova con l’annesso convento dei Frati Minori furono edificati intorno al 1584 per impulso del frate minore Padre Giovanni da Acerno. I1 25 settembre del 1583, si ottenne dal Pontefice Gregorio XIII il decreto, che autorizzava la fondazione. La chiesa è ad una sola navata, ampia e maestosa, possiede un artistico quadro di S. Francesco di Assisi, che si ritiene opera di Luca Giordano. Probabilmente dello stesso autore sono i due quadri ovali, collocati sulle porte ai due lati dell’altare maggiore, rappresentanti l’uno S. Francesco e S. Domenico, l’altro S. Tommaso d’Aquino e S. Bonaventura. Il convento è di forma quadrata e fu adibito a studentato. Fu successivamente adibito a Casa Municipale ed alle scuole, mentre alcuni locali inferiori furono adattati ad uso di molino e cabina elettrica. La struttura fu gravemente danneggiata dagli eventi sismici del 1980 ma è stata oggetto di restauro e ricostruzione e quindi completamente recuperata.
Santuario della Madonna delle Grazie: Dista dal centro circa un quarto d’ora di cammino ed è circondato da castagni. Fu edificato sotto l’episcopato di Monsignor Serrano, che governò la Chiesa dal 1613 al 1636, dalla devozione di alcuni fedeli, sotto il doppio titolo di Madonna delle Grazie e dell’Immacolata. Possiede un magnifico quadro della Vergine in stile greco di cui si ignora l’autore e l’epoca. Non si contano più le grazie che Acerno ha ricevuto dalla Madonna: un elenco, racchiuso in una cornice di legno, conservata nella sagrestia del detto santuario, ne riporta alcune delle più accertate. Oggi il Santuario soprattutto nel mese di maggio, è meta di pellegrinaggi:
La Chiesa di Santa Maria del Suffragio, meglio conosciuta col nome di Chiesa dei Morti: Ha subito nel corso degli anni notevoli interventi che ne hanno ridotto le dimensioni fino a quelle attuali. Di rilievo il portone d’ingresso e le volte a incannucciata, il pannello in ceramica sul timpano della facciata raffigurante la Vergine Maria col Bambino, l’altare in stile barocco barocco nella navata principale e gli affreschi sia della chiesa sia della sacrestia, arricchita di un artistico “coro” ligneo e di porte in noce ornate da pregevoli intarsi.
Al termine di un’accurata ricerca bibliografica presso la biblioteca comunale e consultando gli archivi storici disponibili, sono stati rinvenuti diversi personaggi illustri, nativi di Acerno, o comunque direttamente legati nel corso della vita al comune Picentino.
Sono da ricordare: – Pietro Vezzi, filosofo insigne e medico della famosa Scuola Medica Salernitana; – Tommaso II, Vescovo di Nocera, nelle Puglie nel 1328; – Sichelmanno, inventore di macchine belliche; – Giovanni Freda, presidente della Gran Corte; – Alfonso Maria Freda, pro-vicario generale che rifiutò più volte il vescovado; – Stanislao Freda, ispettore sanitario d’Alessandria d’Egitto, insignito del titolo di “bey”; – Vitale Luppo, celebre direttore d’orchestra; – Giacinto Maselli, insigne letterato e poeta; – L’abate Salvatore Sansone, che rifugiatosi a Parigi, insegnò diritto canonico in quell’università e quando rimpatriò nel 1807 fu eletto ministro del culto a Napoli; – Angelo Andrea Zottoli, sinologo e missionario gesuita, nacque ad Acerno il 1826 e morì a Shanghai il 1902. In Cina dal 1848, vi fondò il primo collegio cattolico. La sua opera fondamentale è il Cursus litteraturae sinicae (5 voll., 1879-82), comprendente la traduzione in latino delle maggiori opere in prosa e poesia della letteratura cinese.
Tra i diversi libri e documenti che parlano della storia, della tradizione e del popolo di Acerno sono disponibili:
– Storia di un brigante, Gaetano Manzo di Acerno- di Donato d’ Urso ;
– Acerno… ricca di santi. La religiosità del popolo acernese nei secoli – Agorà;
– I vescovi nati nelle diocesi di Salerno e Acerno – Ottavio Caputo;
– Acerno un paese del Sud. Percorso storico & giornalistico – Andrea Cerrone;
– Acerno, 30 anni dopo -Andrea Cerrone;
La documentazione storica di cui sopra è disponibile presso l’archivio storico comunale di Acerno e presso la Pro-loco di Acerno.
Il sistema montuoso e la presenza di una diffusa rete di percorsi escursionistici, rientranti nel “sistema della senti eristica” CAI, rendono particolarmente attrattivo Acerno agli appassionati di escursionismo montano e trekking. Le significative vette del comprensorio Picentino: Monte Accellica, Terminio, Cervialto, Polveracchio, e la catena dei Monti Mai rendono significativo il territorio anche ad appassionati di escursionismo di secondo livello.
- 103 – monte Accellica Sud da Acerno
- 103A – salita all’Accellica dai piani di Giffoni
- 104 – il sentiero del Calore e dell’Accellica Nord
- 105 – da Montecorvino alle Croci di Acerno
- 106 – sentiero Italia, tappa n.85 da Acerno a Casa Rocchi (Serino)
- 107 – ascensione da Bardiglia al monte Polveracchio
- 108 – il sentiero delle due province, da piano del Gaudo al monte Polveracchio
- 109 – traversata da Acerno a Campagna
- 109A – sentiero di Toppa del Castello
- 110 – vallo del Tusciano da Acerno a Olevano
- 113 – il sentiero della vetta dei Picentini
- 114 – sentiero di Valle Bona
- 114A – risalita del vallone Pinzarrino e della Fiumara di Tannera
- 114B – ponte Pinzarrino – Grotta di Strazzatrippa
- 118 – le coste Acernesi
- 118A – variante di Raia della Licina
- 137 – il circuito del Rajamagra
- 167 – ascensione da Acerno al Polveracchio per la Raianetta
- 167a – dall’oasi WWF di Campagna alla dorsale del Polveracchio
- 190 – traversata delle Accelliche
L’antica area industriale dei monti Picentini: la valle delle ferriere e cartiere di Acerno
Architettura / Archeologia industriale
Nel cuore dei monti Picentini, esiste un posto incontaminato, totalmente immerso in una vegetazione lussureggiante. E’ un tuffo nel passato, in quella che una volta era la zona industriale. Ora i suoi ruderi sono dei veri e propri reperti di archeologia industriale, testimoni di un tempo glorioso e produttivo dei monti Picentini: la valle delle cartiere e ferriere di Acerno.
Acerno fu una delle prime località del Picentino dove, nel ‘700, si sviluppò una forma di proto-industrializzazione con la presenza di due ferriere, due cartiere, una “valchera” per la lavorazione del lino con annessa”tinteria”. Nella valle di Acerno esistevano due cartiere, che nel 1848 davano lavoro a 30 operai ed una produzione di 8000 risme di carta.
Ad oggi sono visibili i ruderi di una delle due, forse la più antica, costruita presumibilmente tra la fine del ‘600 e l’inizio del ‘700.