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Edifici Religiosi

Indirizzo
Via Roma, 57, 84050 Giungano SA
Descrizione
  • Dove Andare
  • Giungano
  • Pubblicato 2 anni fa

CHIESA S. MARIA DELL’ASSUNTA

Entrando in Giungano, incastonata tra lo stretto vicolo lastricato che taglia l’abitato a metà in tutta la sua lunghezza e la strada nuova che ne lambisce la sponda meridio­nale, si erge la Chiesa madre dedicata all’Assunta, patrona del paese.

Pochi scalini conducono al suo portone di legno scuro incorniciato di grezza pietra cal­carea, sul quale una strana nicchia, per metà timpano e per metà lunetta, ospita un affresco della Vergine ormai rovinato dal tempo. Sulla nicchia, un piccolo rosone.

Per il resto, la facciata, intonacata di bianco, è semplice, nuda, il profilo a capan­na, il tetto in coppo. L’edificio risale al XV secolo ed è stato restaurato da Bruno Ceraso nel 1986.

All’esterno se ne può intuire la struttura: pianta longitudinale, sagrestia e campanile sulla sinistra dell’abside rettangolare; due cupole, rispettivamente sull’abside e sulla sagrestia; copertura delle cupole e del cam­panile in lastre metalliche.

All’interno, una luce discreta pervade l’ambiente di riflessi ambrati, diffondendosi dalle quattro finestre strombate, poste in alto, sul lato destro dell’unica navata.

Al di sopra dell’ingresso, un ballatoio, al quale si accede attraverso una scala a chioc­ciola in metallo, ospita un organo antico in pessime condizioni, probabilmente lo stesso di cui si ha notizia già nella visita pastorale del 1689.

Il soffitto è a capriate e ad esso è sospesa una grande tela raffigurante l’Assunzione di Maria.

Ai lati della navata si succedono diverse nicchie lignee con statue di Santi e quattor­dici bassorilievi raffiguranti la Via Crucis, sempre di legno, scolpiti da Giuseppe Ceraso, insieme al pulpito sul presbiterio (offerti dalla famiglia De Marco in memoria del figlio Giuseppe).

Sul lato sinistro troviamo:

– una statua di S. Antonio, datata 1921 e donata dal signor Dante Guglielmotti;

– una statua del Cuore di Gesù, donata dalla signora Rachele Colangelo nel 1936;

–    una statua di S. Alfonso con paramenti in tessuto, donata dal popolo giunganese nel 1825.

Sul lato destro:

–    un’acquasantiera in pietra, incassata nella parete;

–    una statua della Vergine, restaurata dal pittore Giannella nel 1942;

–    un grande crocifisso;

–    una statua in cartapesta dell’Addolorata;

–    un altare di stucco con stemma delle famiglie Picilli e Stromilli e tela raffigu­rante S. Lucia e l’apparizione della Vergine, donata dalle famiglie Passaro Nicola fu Ettore e Stromilli nel 1986;

–    una statua dell’Arcangelo Gabriele dona­ta o fatta restaurare dalla famiglia Picilli. Sul fondo dell’edificio, un’ampia arcata divide la navata dal presbiterio, da cui è possibile accedere, sul lato sinistro, al campanile e alla sagrestia.

Sull’abside si apre al cielo una piccola cupola illuminata dalla lanterna centrale e da due aperture sul tamburo.

Il presbiterio ospita un antico coro ligneo, che raffigura scene della vita di Maria e di Gesù; sul tabernacolo marmoreo, come il bellissimo altare che prima del ter­remoto del 1980era addossato ad esso, un’Ultima Cena. In alto, circondata da dodici piccoli ange­li e dalla colomba dello Spirito Santo (una cornice in legno chiaro in cui angeli e colomba, a tutto tondo, formano un arco a sesto acuto, aggiunta alla antichissima sta­tua della Vergine, con il suo recente restau­ro), la stupenda statua della Vergine, dai lineamenti eleganti e delicatissimi, domina l’abside, affiancata dai mezzibusti di Maria e Giuseppe. Nella sagrestia una lapide di marmo atte­sta la presenza di una sepoltura del 1826.

LE CAPPELLE

Attualmente, oltre alla Chiesa dell’Assunta, sono presenti sul territorio altri edifici religiosi, tutti in pessimo stato di conservazione, danneggiati dal tempo e dal­l’incuria e sottoposti a sistematici saccheggi già in epoche antiche, come testimoniano i verbali delle visite pastorali dal 1689 in poi. Nell’abitato, subito dietro la Chiesa madre, troviamo la Cappella dell’Annunziata, già citata nella visita pastorale del 1689 con il “suo altare di S. Biase nudo, dell’Università”.

Se ne parla ancora nel 1712, quando Monsignor Nicolai raccomanda di rifarne “mura e soffitto entro tre anni” e di “demo­lire l’altare di San Giorgio perché indecen­te”.

Nel 1791 se ne elencano gli arredi: “un altare di stucco, tela, confessionale”.

Oggi è chiusa, ma conserva la sua struttura esterna e una piccola lapide con bassorilie­vo raffigurante un teschio e la scritta: MI SEREMINI MEI SAL TEM VOS AMICI MEI.

Nei pressi del Municipio, all’uscita di un sottoportico, è ubicata la piccola Cappella del Carmine, menzionata nella visita pasto­rale del 1791e descritta con “mensa lapidea, tela con Vergine e Anime del Purgatorio”; nel 1906con “soffitto dipinto con immagi­ne Immacolata ed Evangelisti, piccola cam­pana, statua titolare, famiglia Orlotti”.

Oggi appartiene alla famiglia Corradino, che gentilmente ci ha ospitati, permetten­doci di ammirare la Cappella con i suoi affreschi, rimaneggiati di recente.

CIMITERO BENEDETTINO Appena fuori del paese e precisamente all’ingresso si trova il vecchio cimitero benedettino costruito nel XII sec. insieme alla sua piccola e graziosa chiesa. L’edificio fu antico convento e conobbe molte stagioni di splendore con gli echi di preghiera tra chiesa, chiostro e celle.

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