Cappella di Sant’Antonio
Servizi
Descrizione
- Lasciati Ispirare
- Cuccaro Vetere
- Pubblicato 2 anni fa
Edificata nel 1679 era annessa al palazzo di proprietà della famiglia Laviano. Per estinzione diretta della famiglia nel 1715 transita sotto il patronato di Giovanbattista Balbi e dopo pochi anni viene acquistata da Don Vito Farao dei signori di Cannalonga il quale, a seguito di autorizzazione richiesta e concessa da Don Rosario Riccio Pepoli l’arricchisce con la costruzione di un altare dedicato alla Vergine dei sette dolori. Nel 1775 per volontà di monsignor Giuseppe Farao vescovo di San Severo di Puglia la cappella fu ristrutturata secondo i canoni architettonici in uso in quell’epoca. L’antico sacello fu sostituito con un altare di marmo policromo con i fregi di famiglia e alla base del paliotto una dedica del vescovo benefattore. Nel 1786 il vecchio pavimento a battuta fu sostituito da moderne riggiole di cotto rosso e in maiolica decorata. Al suo centro spicca una rosa dei venti con 22 raggi colorati e intrecciati a volute. La punta più alta della rosa rivolta verso l’altare termina con una decorazione floreale.; la punta in basso termina a forma di conchiglia nella quale risalta l’anno di realizzazione del pavimento, il 1786.
Sull’altare un dipinto raffigurante l’estasi di Sant’Antonio di Padova eseguito nel 1787 da Saverio Ruggiero. Tra il 1791 e il 1793 la parete destra della cappella si arricchisce di due cenotafi; il primo dedicato a Carlo Farao e il secondo in memoria del vescovo Giuseppe.