Musica – Montano Antilia
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- Montano Antilia
- Pubblicato 2 anni fa
All’interno della frazione di Massicelle è possibile ascoltare la musica degli zampognari: La passione per i “suoni” di Natale ha una tradizione radicata nella famiglia Citera. La famiglia Citera di generazione in generazione continua nell’opera meritoria di mantenere viva l’usanza di suonare la ciaramella e la zampogna per le vie del paese per augurare salute e fortuna alle famiglie.
Lo zampognaro:
Il suono della zampona è ancora in grado di evocare emozioni intense e di trasmettere un senso di appartenenza della propria terra d’origine.
La costruzione di una zampogna si compone di queste procedure:
Realizzazione delle componenti lignee
Il primo procedimento è la scelta della materia prima: il legno.
Le essenze più utilizzate sono: per i fusi: ulivo, bosso, prugno, sorbo, pero, mandorlo, albicocco, olmo ed in genere alberi da frutto autoctoni.
La scelta del legno per i fusi è fondamentale in quanto nel fuso si sviluppa la vibrazione prodotta dall’ancia, quindi, vengono scelti legni dalla comprovata sonorità, infatti i legni da frutto sono solitamente a lento accrescimento ed estremamente compatti. Di recente alcuni costruttori utilizzano legni esotici come ebano e palissandro avulsi dalla tradizione.
Per campane, ceppo e barilotto sono:
Ciliegio, acero, gelso nero, noce. Le campane dal punto di vista sonoro svolgono un ruolo secondario avendo la funzione di amplificare il suono attraverso la geometria della campana che è un risonatore armonico. La geometria interna della campana stabilizza il suono prodotto dall’ancia e modulato dal fuso, arricchendolo di armonici e modificandone timbro e colore. Per questo motivo più che per il valore sonoro si scelgono legni compatti, ma meno pesanti.
Ceppo e barilotto pur essendo coinvolti nella vibrazione generale dello strumento non contribuiscono alla composizione armonica del suono.
La realizzazione delle parti lignee procede con l’utilizzo del tornio. Vengono tagliati a misura i vari pezzi, sbozzati al tornio ed effettuato un foro guida, generalmente di 5 o 6 mm di diametro. La realizzazione del foro guida può avvenire con diverse metodologie, moderne punte a cannone, punte di trapano prolungate, o punte a cucchiaio. La realizzazione delle punte a cucchiaio è un’arte a se che viene utilizzata da tempo remoto, già presente è spiegata nei manuali di tornitura settecenteschi.
La realizzazione del foro guida è necessaria per la centratura del pezzo e per la successiva realizzazione della cameratura conica dei fusi (alesatura) e del profilo interno delle campane.
La cameratura dei fusi viene realizzata allargando il foro guida con l’utilizzo di alesatori conici appositamente realizzati per ciascun fuso. Le campane vengono invece scavate con l’utilizzo di sgorbie da scavo, ed uncini.
I pezzi forati di fuso e campana, sbozzati esternamente ma forati internamente ed alesati, vengono giuntati con un’impanatura maschio/femmina realizzata a mano, e quindi profilati all’esterno secondo lo stile proprio dello strumento che stiamo costruendo. Realizzati i fusi e le campane si procede alla realizzazione del barilotto e del ceppo, e dei fori digitali e di risonanza (orecchie). A questo punto il lavoro di tornitura è terminato, si passa quindi alla realizzazione della chiave, alla realizzazione o alla concia dell’otre ed in fine alla realizzazione delle 4 ance che ci permetteranno di far suonare il nostro strumento