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Palazzi Gentilizi

Indirizzo
Via Roma, 72, 84050 Giungano SA
Descrizione
  • Dove Andare
  • Giungano
  • Pubblicato 2 anni fa

PALAZZO AULISIO

Il palazzo Aulisio ha una lunga storia testimoniata in ogni stanza ed in ogni ambiente.

Dall’esterno appare una casa fortificata così come doveva essere nei secoli passati. Le feritoie lungo tutti i versanti e la torretta di avvistamento a monte sono il segno della necessità dei suoi abitanti di difendersi dai nemici. All’interno prima di accedere alla casa vera e propria, una serie di piccole corti e cortili nei quali la servitù era impegnata alle varie mansioni di accudimento di asini e cavalli. Sono ancora presenti le mangiatoie e gli anelli di ferro ai quali venivano legati. O alla preparazione del vino e alla produzione dell’olio con l’uva e le olive che venivano raccolte nell’oliveto sottostante di proprietà della famiglia. È ancora intatto il grande frantoio in pietra nel locale lasciato così senza restauro nel quale c’è una vecchia cisterna, la vasca di raccolta delle olive ed un lavabo. Grandi forni a legna per il pane e per la cottura dei fichi che a fine estate abbondavano nella tenuta. Una serie di oggetti a servizio delle cucine ancora conservati.

Nell’abitazione vera e propria la destinazione degli ambienti è rimasta la stessa. La sala di ingresso con la madia per il grano che doveva servire alla provvista di tutto l’anno. La raccolta di fucili segno della passione per la caccia di tutti i proprietari e la collezione di tutti gli accessori per la preparazione delle cartucce, e poi cartucciere, carniere ed altro. Accanto la biblioteca. Una vera raccolta storica di testi principalmente del ‘700. L’archivio di famiglia con le lauree e le varie concessioni e permessi dei Viceré e sovrani succedutisi. Segni dei ruoli occupati dai membri della famiglia che ha sempre rappresentato l’intellighentia del luogo e che aveva il diritto di cappellania. Domenico Aulisio nato nel 1639 fu un celebre giureconsulto, filosofo, medico, e storico ed è ancora ricordato dalla omonima strada al centro direzionale di Napoli. Nel secolo XVIII Lucantonio, si laureò in utroque Iure. Vincenzo, magistrato, fu nominato da Giuseppe Napoleone nel 1809 Consigliere del distretto di Salerno. Ignazio (1807- 1889) fu Vicario Episcopale della diocesi di Capaccio e Vallo della Lucania ed infine Giuseppe Aulisio (1859- 1953) fu docente di Medicina e Chirurgia alla Regia Università di Napoli ed autore di numerose pubblicazioni. Le sale di rappresentanza sono rimaste intatte e vi è memoria di un canterano in un documento del ‘700. La stanza con l’accesso al pozzo di acqua sorgiva era utilizzata per la provvista d’acqua e la popolazione di Giungano aveva gli orari per il prelievo perché quell’acqua veniva considerata la migliore del paese.

Le camere da letto erano dove sono tuttora, ed i servizi si trovavano generalmente sulle logge esterne. L’arcidiacono Ignazio il cui ritratto è posto sul camino, dormiva nell’ultima camera che dà sul loggiato dove amava passeggiare e pregare quando era libero dai suoi numerosi compiti. Il dottor Giuseppe Aulisio invece aveva stabilito il suo quartier generale nell’altra ala della casa, e viveva immerso nelle carte e nei libri.

PALAZZO STROMILLI

Di fronte alla Chiesa dell’Assunta, un bel portale con decori di fiori stilizzati e anima­li fa da cornice ad un vecchio portone di legno e ci introduce, attraverso un breve sottoportico, in una ampia corte intorno alla quale si sviluppa tutto l’edificio: è l’ingresso del Palazzo Stromilli, costruito nel 1600 secondo i canoni tipici delle residenze della nobiltà cilentana dell’epoca.

L’impianto architettonico è espressione di un modus vivendi che si caratterizza per l’apertura ai rapporti sociali, la disponibilità ed il grande interesse per le attività artisti­che ed intellettuali.

Quella degli Stromilli è infatti un’antica famiglia, originaria di Gorga, che aveva in Giungano la sua villa estiva e che ha dato i natali al maestro Alfonso, a cui è intitolata la scuola primaria del paese, nonché a insi­gni studiosi e prelati.

Alla sinistra del cortile interno saliamo lo scalone in pietra che porta al piano padro­nale, il quale si estende su una superficie di circa quattrocento metri quadrati e com­prende, oltre alle camere attualmente abita­te dagli eredi Stromilli, un grande salone arredato con consolle e specchiere antiche, splendidi lampadari, quadri e oggetti di Capodimonte.

Un angolo della sala è dedicato alla memoria dello zio Silvio, aviatore nella seconda guerra mondiale. In suo ricordo si possono ammirare modellini di aerei, fotografie, diplomi e atte­stati, oggetti esotici che evocano mondi lon­tani, e che all’epoca dovevano avere un fascino ancor più misterioso.

Le stanze, come in tutte le case di quel periodo, sono disposte a collana, una di seguito all’altra; così, dal salone si accede direttamente alla sala da pranzo, più picco­la, e alla cucina, le cui pareti sono letteral­mente tappezzate da una nutrita collezione di pentole, padelle e paioli in rame.

Dalla sala da pranzo è possibile uscire in giardino, dove, adiacente alla casa, c’è un forno molto antico e particolare, a cupola e senza canna fumaria. Accanto al forno si erge maestoso un gelso secolare, piantato quando è stata costruita la villa.

Nel giardino a terrazze ci sono diverse fontane, tra cui una del Settecento. Rientrati in casa visitiamo lo studio: un piccolo, ma preziosissimo scrigno della sto­ria.

Esso custodisce, infatti, una corposa biblioteca di testi del XVIII e XIX secolo, con volumi letterari, di diritto, medicina e teologia, discipline in cui questa famiglia ha formato, nei secoli, professionisti che hanno dato lustro al Cilento.

Ma soprattutto contiene Libri di memo­rie, che tramandano le vicende della fami­glia. Sono volumi preziosissimi, che racconta­no uno spaccato della storia del costume di un’epoca, e che gli eredi stanno cercando pazientemente di ricostruire e interpretare.

In questi manoscritti, dal 1706, ciascun capofamiglia ha annotato gli avvenimenti più rilevanti dell’epoca; non solo quelli pri­vati, ma anche quelli locali, nazionali e internazionali: il maremoto che ha sconvol­to la costa tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, i terremoti del 5 febbraio 1783 e del giugno 1784 a Napoli, la decapi­tazione di Luigi XVI in Francia.

Questi libri rappresentano, inoltre, una importante testimonianza di quali fossero i valori su cui si fondava la società cilentana di quegli anni, perché propongono, oltre alle cronache, giudizi e commenti sui fatti accaduti, consigli e suggerimenti per le nuove generazioni.

Ad iniziare la tradizione dei Libri di memorie è stato Giovanni Stromilli, quando ancora la famiglia risiedeva a Gorga.

Don Rosario Stromilli fu il primo a stabi­lirsi a Giungano, in seguito alla nomina di Governatore conferitagli da Re Ferdinando IV di Borbone.

Alle pareti, diversi titoli di studio attestano l’amore della famiglia per la cultura e la grande vivacità intellettuale che l’ha con­traddistinta nei secoli: ci colpisce in partico­lare una laurea in legge del 1762, una delle prime lauree della provincia di Salerno, rila­sciata a Giuseppe Guglielmotti e interamen­te decorata a mano con i colori leggeri e luminosi dell’acquerello.

Duran­te l’epoca del brigantaggio, proprio nella biblioteca, un avo della famiglia Stromilli fu assassinato dai briganti a cui non voleva dare ospitalità, i quali si erano appostati al piccolo rosone della Chiesa dell’Assunta, che è in corrispondenza di una delle finestre dello studio.

Sfogliando uno dei preziosi manoscritti della biblioteca, la signora ci mostra lo stemma di famiglia e ci spiega che gli Stromilli hanno un legame di parentela con la famiglia Picilli, residente ormai da anni fuori Giungano.

Per questo legame, gli stemmi delle due famiglie avrebbero dovuto fondersi per for­marne uno solo.

Lo stesso Rosario Stromilli, alla morte di Giovanbattista Picilli, suo zio materno, scri­ve che d’ora in poi si firmerà Rosario Stromilli Picilli.

PALAZZO PICILLI

La caratteristica più suggestiva dell’edificio è costituita dai portali in pietra. Fu costruito nel XVII sec.

PALAZZO DUCALE

Il palazzo Ducale è di particolare bellezza, l’edificio risale al XVII sec. e ancora oggi sembra volersi imporre all’osservatore come il simbolo di quel potere feudale tanto forte da riuscire ad estendersi fino al mare. Nel palazzo venivano prese dai duchi le decisioni sulla sorte del territorio e dei suoi abitanti costituendo una sorte di centro nevralgico per il governo del territorio.

I duchi nella sede del palazzo, grazie al loro forte potere facevano largo uso dello “IUS PRIMAE NOCTIS”.

PALAZZO GUGLIELMOTTI

Palazzo Guglielmotti fu costruito nel XVI sec. Tuttavia la struttura della casa e la presenza della torre (tagliata nei secoli passati perchè pericolante ma ancora oggi visibile all’angolo tra via Roma e vicolo Mazzini), tipico elemento architettonico di epoca medievale, fanno risalire l’edificazione del Palazzo addirittura in epoca precedente. Il palazzo, oggi, in tutta la sua magnificenza e splendore con il suo incantevole cortile, viene aperto a tutti nel periodo della “Festa dell’Antica pizza cilentana” e la famiglia Guglielmotti orgogliosamente mette a disposizione di tutti, conoscenti e non, più o meno illustri, la propria ospitalità.

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